Carissimi amici,
come state?
Oggi qui in Saudi Arabia c’è la festa religiosa più importante dell’anno e 3 milioni di musulmani sono alla Mecca a pregare.
Vorrei scrivere e condividere con voi tutto ciò che porterò via con me dopo questi due mesi ma mi accontento, fortunatamente per voi, delle prime 3 cose che mi vengono in mente:
1 - il mio amico Khokan: (non potendo nominare tutti gli altri) : il suo avvicinare la mano al cuore dopo averla stretta alla mia per salutarci in segno di rispetto e di fratellanza ogni mattina; i suoi occhi quando mi ha detto “please boss help me” volendo venire in Italia con me; il suo sorriso la mattina seguente alla tempesta in Bangladesh (dove sono state spazzate via migliaia di case con migliaia di persone dentro) quando gli sono corso incontro chiedendo della sua famiglia e lui mi ha risposto: “la mia casa non c’è più ma sono tutti vivi”; il suo essere felice anche se con 80 euro al mese deve mantenere 6 persone in Bangladesh ed ora pure ricostruirsi casa;
2 - Insciallah: se Allah vuole, ad Allah piacendo; una frase su due i miei amici arabi la concludono dicendo Insciallah; lasciare che tutto accada senza mettere in mezzo il proprio io, senza la propria smania di protagonismo, accettare volentieri tutto ciò che accade perché non siamo onnipotenti da far cambiare gli eventi. Anche in “le mille e una notte “ è sempre ripetuto questa non opposizione ai decreti divini. “non affliggerti e dimentica tutte le tue preoccupazioni, che le preoccupazioni annientano ogni spirio di iniziativa. Non giova l’affacendarsi al debole mortale,lascialo andare e sarai salvo, in benessere perenne”
3 - l’ora della preghiera: diversi momenti prefissati durante la giornata in cui tutto si ferma; si chiudono i negozi, i ristoranti e chi può si reca nelle innumerevoli moschee e chi non può prega sul proprio tappeto al lavoro; nei miei primi giorni arabi non era simpatico essere svegliati ogni mattina alle 4 dalle loro preghiere, ora non mi da più fastidio.
Un pomeriggio avevo un incontro con il loro responsabile delle finanze; il denaro per loro è uno dei valori cardini della loro cultura ma arrivata l’ora della preghiera abbiamo interrotto il colloquio e ha iniziato a pregare sul suo tappeto; a me è venuto spontaneo fare lo stesso mentre lo aspettavo e mi è tornato in mente un canone che ho sempre cantato ma che solo in quell’istante ho capito: “por los cristianos, por los creientes dell’islam e dell’induismo,veni sancte spiritus”.
È stata un’emozione unica : lui pregava come a lui era stato insegnato ed io pregavo come a me è stato insegnato.
Arriverà il giorno in cui i potenti della terra smetteranno di dimostrare la superiorità della propria religione su un’altra e capiranno che facciamo parte tutti della stessa razza umana ?
Ora vado a dormire per l’ultima volta ( solo per quest'anno) in terra araba.
Buon Natale e buona rinascita
Ogni bene
Paolo

